Quinta Parete

Noi tra di voi

Teatro al Verde

Giunge alla quarta edizione la rassegna “Teatro al Verde”. Nello splendido scenario del parco secolare di Villa Scopoli, abbracciati dalla seicentesca peschiera e da imponenti cipressi, andranno in scena alcune tra le più significative e originali proposte drammaturgiche del veronese.

Professionisti (e gli amatoriali G.T.V. Niù) del teatro proporranno infatti lavori all’insegna della riflessione, con particolare attenzione ai capisaldi della drammaturgia di tutti i tempi.

La rassegna ideata dall’Associazione culturale Quinta Parete, per la direzione artistica di Federico Martinelli è sostenuta e patrocinata dalla II Circoscrizione che, con la Commissione Cultura (allora presieduta dall’Arch. Gianluca Soldo), ha voluto valorizzare sia la bellezza del luogo sia la vocazione cultural-teatrale dello stesso.

È il curatore Martinelli a sottolineare “l’esigenza di creare un polo culturale e attrattivo per il teatro professionale. Per storia e particolarità architettonico paesaggistica ho voluto proporre, a Villa Scopoli, spettacoli a uno, due, tre attori…o poco più! Quello che mi ha mosso nella selezione delle proposte drammaturgiche è stata la possibilità di valorizzare la scenografia naturale che Avesa offre: il parco, la peschiera, il Lorì…fascino allo stato puro che sarà esaltato dalla poesia delle parole e dalla voce degli attori”.

Scorrendo il programma emerge una nutrita proposta relativa all’opera di Shakespeare. “Ma non sarà lo Shakespeare classico”, specifica Martinelli “originalità, riletture e riflessioni sul contemporaneo si intrecceranno in ogni proposta”.

Numerosi, rispetto allo scorso anno (in cartellone quest’anno contiamo una decina di date mentre lo scorso anno la proposta era di cinque spettacoli), gli spettacoli si terranno dalla prima settimana di luglio alla seconda di agosto.

Invariato anche il desiderio di portare a teatro i più giovani: il biglietto di ingresso è gratuito fino ai 13 anni mentre sconti e agevolazioni li avranno i clienti di Sporting Club Arbizzano, Iper Ottica, Jack Botique, La Tigella ed Estetica Anna.

La rassegna fa parte di un più ampio progetto di Quinta Parete che, in condivisione con la Circoscrizione II e il Comune di Negrar, intende creare una filiera culturale tra Avesa, Parona e Arbizzano.

Parco di Villa Scopoli – Avesa

Piazza Plebiscito 7 – ore 21.15

intero: 8 € – ridotto, dai 13 ai 20 anni: 6 € – gratuito fino ai 12 anni

direzione artistica Federico Martinelli – www.quintaparete.it – 349.61.71.250

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Gli eventi della rassegna

 

7/7 Roberto Vandelli – Rosso profondo di L. Lunari

 

Un uomo politico, nel giorno del suo insediamento, riceve la notizia che gli resta poco da vivere. Decide di dedicarsi all’utopistico ideale del socialismo in cui credeva da ragazzo; il suo “semplice” progetto si scontra con le esigenze di tutti i partiti che, considerandolo un pericolo, decidono di ostacolare a tutti i costi il suo piano…

 

8-9/7 Massimo Totola – Don Giovanni e il dissoluto assoluto di Josè Saramago

 

L’adultero Don Giovanni si libera dal peso delle colpe che una morale perbenista lo voleva veder “ardere fra le pene dell’inferno”. Il suo spirito innocente è circondato da personaggi guitti e squinternati che sembrano di un altro pianeta

 

14/7 Solimano Pontarollo – Enrico V. Conquisterò la Francia! da W. Shakespeare

 

Un tavolo, una sedia, una valigia, lo smartphone. Un uomo, solo, in una stanza, vuota, forse affittata per un giorno: l’ultimo giorno. Vive un senso di inferiorità, inadeguatezza, incapacità. Questa versione ci racconta della decisione di un gesto estremo che trova forza nelle straordinarie parole di Shakespeare e pone un inquietante interrogativo: quanto è davvero possibile combattere la capacità distruttiva di un suicida?

 

15-16/7 G.T.V. Niù – La leggenda di Dino Degani e Rita Rosani – racconti popolari

 

Il 17 settembre 1944 a Monte Comun, durante una rappresaglia, vengono uccisi i partigiani Rita Rosani, 23 anni, di Trieste, maestra elementare ed ebrea, e Dino Degani, 18 anni, di Negrar. Vengono trovati morti abbracciati e da qui ne nacque la leggenda del loro amore.

 

21/7 Teatro Scientifico Laboratorio – Storie de ‘na ‘olta da un’idea di G. Gianesin

 

Lo spettacolo, liberamente tratto da racconti e ricordi, alterna momenti poetici a musiche e canzoni dal “vivo”. Storie e racconti del passato s’intrecciano in lingua dialettale al vissuto quotidiano offrendo uno spaccato della vita e della campagna veronese degli ultimi settanta/ottant’anni.

 

28/7 Matteo Montaperto – La vecchia patente di mio padre di M. Montaperto

 

Un bambino di sette anni scopre che il padre tiene, nella sua vecchia patente rosa, una fototessera misteriosa. La miniatura ritrae un giovane che apparentemente nulla ha a che fare con lui e la sua famiglia. Fattosi coraggio interpella il padre chiedendogli spiegazioni. Tra battute esilaranti e momenti “seri” rivivrà la storia di uno dei più grandi eroi del Novecento.

 

11/8 Walter Peraro – Amletico barbone da W. Shakespeare

 

Prendere un classico di Shakespeare come “La tragedia di Amleto”, farlo a pezzi, buttare via la storia e poi ricomporlo mettendo le battute in bocca a un barbone, che riflette sulla vita, sulla fatica di esistere e sulla morte. L’uomo da noi rappresentato è un vecchio attore che conosce a tal punto “L’Amleto”, da parlare solo con battute di questo dramma.

 

17/8 Andrea de Manincor – Jago e il suo Re da W. Shakespeare

Due attori, o due chiusi in un sanatorio, ripercorrono alcuni dei testi più famosi della produzione shakespeariana, da Otello a Macbeth, da Riccardo III a Re Lear, in un folle passaggio dall’uno all’altro senza soluzioni di continuità, da cui si trae quasi la certezza che Shakespeare abbia scritto un unico grande ipertesto, in cui Iago è l’emblema della violenza e il Re la vittima predestinata per ragioni di potere.

 

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Locandina Evento:

Locandina

Rassegna Stampa:

Il programma della rassegna


Prossimi Appuntamenti

Noi tra di Voi!

Abbiamo abbattuto la “nostra” quarta parete: non vogliamo nessun tipo di barriera impenetrabile tra il pubblico e il proscenio sul quale ci muoviamo. Così, a definire il confine culturale tra noi e il mondo del teatro – di tutto il teatro, ma anche del più ampio settore della cultura – immaginiamo solo una quinta parete. La parete che non c’è! Quella parete che limita la nascita di nuovi progetti, di nuove idee, di nuovi slanci…quella parete che limita la comunicazione e la diffusione degli eventi nel tessuto della città. Proprio come in un teatro antico, aperto a tutti e da ogni lato, un teatro con un palcoscenico circolare dove gli spettatori possano essere ancora più vicine agli attori, agli autori… agli artisti . E noi tra di loro, a promuovere e organizzare eventi che arricchiscano lo spazio culturale della città, a creare opportunità per artisti e nuovi talenti per esibirsi, per far valere la loro arte. E noi tra di Voi con un gruppo di esperti e appassionati ma anche di giovani intraprendenti, perché l’arte e la cultura possano far parte della vita di tutti i giorni.


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