Quinta Parete

Noi tra di voi

Ti invito al viaggio, in quel paese che ti somiglia tanto

Haider, Mariani, Paganelli. Ti invito al viaggio, in quel paese che ti somiglia tanto…

Sala Birolli – via Macello 17, Verona
Organizzazione: Associazione Culturale Quinta Parete

L’Associazione Culturale Quinta Parete di Verona, con la collaborazione della 1^ Circoscrizione di Verona Centro Storico, presenta la mostra Haider, Mariani, Paganelli: Ti invito al viaggio / in quel paese che ti somiglia tanto…, ospitata presso Sala Birolli dal 12 aprile al 3 maggio, con inaugurazione sabato 11 aprile alle 18:00.

La mostra è aperta dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19:30 ed è accompagnata da un ricco programma di incontri, conferenze, dibattiti, letture e momenti musicali dal vivo, pensati come estensione viva del progetto espositivo.

Curata dalla Prof.ssa Gaia Guarienti e dallo storico dell’arte Federico Martinelli, l’esposizione presenta oltre cento opere e mette in dialogo tre artisti accomunati da una riflessione profonda sul tema del viaggio, inteso non come semplice spostamento fisico, ma come metafora dell’esistenza, esperienza universale e al tempo stesso intima, fatta di scelte, deviazioni, interruzioni, ritorni e trasformazioni.

Protagonisti della mostra sono Haider, artista iracheno residente a Parigi e ospite speciale del progetto, la fotografa Diambra Mariani e la pittrice e disegnatrice Rita Paganelli. Linguaggi, materiali e poetiche differenti convivono in un unico impianto curatoriale che accoglie pratiche figurative, concettuali e astratte, dando vita a un percorso articolato e plurale.

La mostra si struttura come tre mostre autonome che dialogano tra loro pur occupando ambienti distinti, unite da un filo conduttore comune: il viaggio come attraversamento interiore, come spazio di conoscenza e di confronto con il mistero della vita, le sue contraddizioni, i percorsi aperti e quelli interrotti, le strade che si incontrano e quelle che inevitabilmente si dividono.

Il progetto Ti invito al viaggio / in quel paese che ti somiglia tanto…, prendendo a prestito un verso di Baudelaire racconta il viaggio della vita in forma diretta e indiretta, chiara e insieme profondamente metaforica. Un viaggio reale e immaginato, talvolta idealizzato o elevato a poesia, ma anche un viaggio della mente: il percorso del pensiero, le deviazioni imposte dalla sofferenza, dall’ingiustizia, dagli eventi personali e collettivi. Al centro emerge il tema del riscatto, della capacità di trasformare l’esperienza in consapevolezza.

Attraverso pittura, fotografia, tecnica mista, installazioni e poesie visive, la mostra propone immagini e forme riconoscibili ma aperte a una libera interpretazione, lasciando al visitatore lo spazio di un confronto personale e sensibile. I vissuti degli artisti diventano parte integrante del racconto espositivo, restituendo la complessità di percorsi di vita differenti e confermando l’idea di una mostra come percorso frammentato, proprio come frammentata e imprevedibile è l’esistenza.

Un elemento di particolare rilievo è rappresentato dalle opere nate dalla collaborazione tra Haider e il poeta siriano Adonis, tra i più grandi poeti viventi, più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Ad Adonis sarà inoltre dedicato un incontro poetico-musicale gratuito nel corso di una delle giornate di apertura, a sottolineare il dialogo profondo tra arti visive e parola poetica.

Il progetto si configura come un evento culturale di interesse pubblico, capace di dialogare con un pubblico ampio e diversificato e di valorizzare uno spazio centrale e significativo come la Sala Birolli, contribuendo attivamente alla vitalità culturale del centro storico di Verona.

GLI ARTISTI


Haider
Viaggio nel tempo della Storia

La ricerca di Haider si colloca in una dimensione in cui la storia non è sfondo, ma ferita, stratificazione e materia sensibile. Artista di origine irachena e residente in Francia, lavora su una soglia culturale complessa, segnata da eredità millenarie, migrazioni e fratture identitarie. Le sue opere si presentano come frammenti, resti e accumuli di memoria che resistono all’oblio. Nulla appare concluso o pacificato: la materia conserva i segni del tempo, della perdita e della necessità di testimoniare. In questo viaggio, la storia diventa esperienza condivisa, uno spazio aperto in cui lo spettatore è chiamato a sostare, riconoscersi e prendere posizione.

Diambra Mariani
Viaggio nella memoria poetica

Nel lavoro di Diambra Mariani la fotografia si allontana dalla funzione documentaria per diventare spazio di risonanza emotiva. Le immagini non narrano in modo diretto, ma trattengono frammenti di tempo, soglie di esperienza in cui il reale viene attraversato e restituito in una forma sospesa e fragile. Tra presenza e rarefazione onirica, l’artista costruisce una geografia intima fatta di silenzi, attese e tracce, in cui la memoria non si configura come nostalgia, ma come materia viva e instabile. Ogni fotografia si offre allo sguardo come un luogo temporaneo da abitare, un passaggio in cui il vissuto individuale si apre a una dimensione condivisa.

Rita Paganelli
Viaggio nell’immaginazione della mente

Nel lavoro di Rita Paganelli il viaggio si compie all’interno dei territori instabili della mente contemporanea. La pittura e il disegno diventano strumenti di indagine capaci di attraversare l’esperienza umana tra ordine e disordine, lucidità e deriva. Le opere a colori dialogano con i lavori in bianco e nero, costruiti attraverso un segno netto ed essenziale, privo di ornamento superfluo. Ne emerge una narrazione visiva fatta di tensioni, contraddizioni e aperture improvvise, in cui l’immaginazione non si configura come fuga dalla realtà, ma come strumento critico per scomporla e ricomporla, rivelandone fragilità e desideri.

DICHIARAZIONI CURATORI

Federico Martinelli
Il viaggio, in questa mostra, non è mai un altrove da raggiungere ma un processo di attraversamento e di riconoscimento. Le opere di Haider, Mariani e Paganelli abitano territori diversi ma condividono la stessa tensione: trasformare l’esperienza vissuta in linguaggio, memoria e possibilità critica. Ti invito al viaggio è un invito a sostare nell’incertezza, là dove il senso non è dato ma si costruisce.

Gaia Guarienti
Questo progetto nasce dall’urgenza di raccontare il viaggio come metafora dell’esistenza, nella sua complessità e fragilità. Memoria, storia e immaginazione si intrecciano in tre percorsi autonomi che dialogano senza mai annullarsi, restituendo una visione plurale e non pacificata del vivere contemporaneo. La mostra invita il pubblico a riconoscersi in un “paese” interiore fatto di scelte, ferite e trasformazioni.

 

Informazioni utili:

Sala Birolli

Via Macello 17 / Via Ponte Aleardi – Verona

12 aprile – 3 maggio 2026

Inaugurazione

sabato 11 aprile, ore 18.00

ORARI DI APERTURA

Da martedì a venerdì: 16.00 – 19.00

Sabato e domenica: 10.00 – 19.30

 

 

INCONTRI CULTURALI IN MOSTRA

 

Domenica 12 aprile dalle 18.30 alle 19.30

TRACCE DI MESOPOTAMIA – Incontro con l’artista franco – iracheno Haider e
riflessioni sulla poesia di Adonis, uno dei più grandi poeti del mondo arabo.

Venerdì 17 aprile dalle 18.00 alle 19.00

PRESENTAZIONE LIBRO: “Viaggio nell’Italia dell’iperturismo”, Tab Edizioni

Incontro con Irene Ranaldi, modera Luigi Licci in collaborazione con

Libreria Gulliver

Sabato18 aprile dalle 18.30 alle 19.30

PAESAGGI LISERGICI: FIABE, VISIONI – Incontro con l’artista Rita Paganelli.

Letture sulla beat generation con Dal Fior Beat generation e canzoni americane

dal vivo con Deborah Kooperman.

Martedì 28 aprile dalle 18.30 alle 19.30

VISIONI NECESSARIE. DOVE LO SGUARDO (NON) SI FERMA
Dialogo con la fotografa Diambra Mariani.


Prossimi Appuntamenti

Noi tra di Voi!

Abbiamo abbattuto la “nostra” quarta parete: non vogliamo nessun tipo di barriera impenetrabile tra il pubblico e il proscenio sul quale ci muoviamo. Così, a definire il confine culturale tra noi e il mondo del teatro – di tutto il teatro, ma anche del più ampio settore della cultura – immaginiamo solo una quinta parete. La parete che non c’è! Quella parete che limita la nascita di nuovi progetti, di nuove idee, di nuovi slanci…quella parete che limita la comunicazione e la diffusione degli eventi nel tessuto della città. Proprio come in un teatro antico, aperto a tutti e da ogni lato, un teatro con un palcoscenico circolare dove gli spettatori possano essere ancora più vicine agli attori, agli autori… agli artisti . E noi tra di loro, a promuovere e organizzare eventi che arricchiscano lo spazio culturale della città, a creare opportunità per artisti e nuovi talenti per esibirsi, per far valere la loro arte. E noi tra di Voi con un gruppo di esperti e appassionati ma anche di giovani intraprendenti, perché l’arte e la cultura possano far parte della vita di tutti i giorni.


Hanno patrocinato i nostri eventi...



Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio
Patrocinio

...e diverse Circoscrizioni territoriali