Quinta Parete

Noi tra di voi

Anna Bellini, ghiaccio mobile

Anna Bellini, ghiaccio mobile 

Le emozioni di Anna Bellini alla Meridiana 

su l’Arena di Verona del 22 novembre 2015

Sovrapposti come le stratificazioni del ghiaccio sono gli elementi che compongono gli oli su tela di Anna Bellini che, con il titolo
Ghiaccio mobile, espone alla galleria La Meridiana di via Oberdan, 3 fino al 27 novembre. Sulla base, stoffe, carte, terre,  pigmenti, fili di acciaio, perline, legni, ritagli di piatti di plastica. Il tutto viene avvolto, assieme alla tela, da grandi fogli di cellophane raggrinzato che rende perfettamente l’idea del ghiaccio. Su ogni lavoro, viene posto un oggetto di vetro di Murano che aggiunge luminosità e originalità all’insieme. Anna non si limita al colore bianco, ma coniuga la fulgida materia esagonale con varie tonalità. A volte il ghiaccio sembra un calice di zaffiro e di fuoco. I cristalli diventano fiori sbocciati da un misterioso stelo o stelle che rifulgono come un ostensorio. La geometria delle ramificazioni spicca nello sfondo dalle forme astratte e brilla
di purissima luce. In Medusa, le pennellate si alternano in ogni gamma del viola evidenziando il biancore del frutto più bello della neve. Per ogni quadro, la parte prospettica più lontana varia a seconda dello stato d’animo della pittrice. Una riflessione su se stessa, la tristezza, il ricordo di un Paese lontano, l’emozione davanti ad un’alba o ad una danza dei Dervisci, la memoria delle radici, l’enigma dell’eterno. Nel catalogo, a cura di Federico Martinelli, ogni lavoro è accompagnato da una profonda e intensa poesia dell’autrice. Si è conclusa di recente la mostra di Elena Migliorisi AL-di-LA’-DI”alla galleria Testoni di piazza Pozza 11, a San Zeno. L’autrice usa usa materiali poveri come bastoncini per il gelato, cartone ondulato, legno, piccoli
oggetti da bric a brac e qualche tocco d’oro e d’argento per i suoi acrilici su tela. Suggestivo il lavoro Eleva verso la luna il silenzio del Pierrot,immerso nel colore blu dove spiccano una luna metafisica e la maschera del personaggio come sempre
malinconico. Il cielo e la sua immensità sono un tema fortemente ricorrente. Come La musica delle sfere dove un angioletto
di gesso con la lira suona fra i pianeti in un trionfo di color arancione e oro. Ne La luna fa capolino il satellite è una sfera
d’argento in mezzo al cielo notturno. Bianco assoluto per Caduta di stelle. Per Energia dinamica, il blu della carta in rilievo e della sabbia, pezzetti di legno e rame. Fra le ultime opere Oltre fatta di sabbie e rilievi di garze. E Racconti con il recupero di pizzi antichi fra legno e acciaio. Pura arte astratta nell’opera che dà il titolo all’esposizione.

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Noi tra di Voi!

Abbiamo abbattuto la “nostra” quarta parete: non vogliamo nessun tipo di barriera impenetrabile tra il pubblico e il proscenio sul quale ci muoviamo. Così, a definire il confine culturale tra noi e il mondo del teatro – di tutto il teatro, ma anche del più ampio settore della cultura – immaginiamo solo una quinta parete. La parete che non c’è! Quella parete che limita la nascita di nuovi progetti, di nuove idee, di nuovi slanci…quella parete che limita la comunicazione e la diffusione degli eventi nel tessuto della città. Proprio come in un teatro antico, aperto a tutti e da ogni lato, un teatro con un palcoscenico circolare dove gli spettatori possano essere ancora più vicine agli attori, agli autori… agli artisti . E noi tra di loro, a promuovere e organizzare eventi che arricchiscano lo spazio culturale della città, a creare opportunità per artisti e nuovi talenti per esibirsi, per far valere la loro arte. E noi tra di Voi con un gruppo di esperti e appassionati ma anche di giovani intraprendenti, perché l’arte e la cultura possano far parte della vita di tutti i giorni.


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