Quinta Parete

Noi tra di voi

Borsa di studio nel nome dell’amico che non c’è più

BENEFICENZA. La onlus Pietro Casagrande ha donato 15mila euro

I fondi garantiscono l’assistenza psicologica ai pazienti oncologici negli ospedali della città

 

L’Arena, lunedì 21 novembre 2016 CRONACA, pagina 13

 

Un bonifico da 15 mila euro per una borsa di studio al reparto di oncologia dell’ospedale di Borgo Roma. Il denaro è stato donato dall’associazione Pietro Casagrande onlus, nata nel settembre 2015, dopo la morte di Pietro, per una rara forma di tumore.Una trentina di amici del ventiquattrenne, colpiti dalla forza d’animo con cui Pietro aveva affrontato la malattia restando fino all’ultimo un punto di riferimento della compagnia hanno dato vita all’iniziativa. Affiancati ai fondatori ci sono i genitori di Pietro. Il denaro donato è stato raccolto grazie all’asta di beneficenza che è stata organizzata lo scorso anno a dicembre da Quinta parete e che verrà riproposta anche quest’anno nello stesso periodo, sempre alla Gran Guardia. In quell’occasione altri fondi erano stati donati alla Uildm. Altri fondi sono stati messi insieme con un memorial a Pietro, un torneo di calcio organizzato sulle Torricelle l’estate scorsa, e ancora un paio di eventi con rally automobilistici e banchetti dei volontari in giro per la provincia. E poi grazie ai contributi di Agsm e Amia e dell’assessorato allo sport.«A seguito degli incontri intercorsi con il professor Tortora direttore della Uoc si è individuato nel finanziamento del servizio di psico-oncologia il bisogno più urgente. Tale servizio è finanziato dalla Fondazione Marcegaglia fino al dicembre 2016. L’obiettivo di 15 mila euro, necessari alla copertura finanziaria del servizio per il 2017, è stato raggiunto grazie all’impegno di tanti generosi amici», spiega Cristina Casagrande, mamma di Pietro.«Attraverso la prevenzione e l’intervento sul disagio psichico si favorisce il complesso adattamento del paziente alla nuova realtà oncologica nella quale viene bruscamente catapultato, aiutandolo ad integrare la malattia nella propria esperienza di vita e a dare un senso a ciò che è accaduto. L’attività è rivolta ai pazienti, ai familiari e agli operatori sanitari», conclude Casagrande.«L’assistenza psicologica è fondamentale», sottolinea il direttore dell’Uoc Giampaolo Tortora, «affianca il paziente nel cammino che attraversa varie fasi, dal rifiuto della terapia alla negazione della malattia fino alla depressione. E lo spirito con cui si combatte invece è fondamentale. Per questo siamo grati alla fondazione intitolata a Pietro che è stato uno dei nostri pazienti. In questo reparto si torna spesso per le terapie, avere una persona che affianca anche gli stessi familiari è un valido aiuto anche per noi che qui lavoriamo».

di Alessandra Vaccari

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