Quinta Parete

Noi tra di voi

Serata futurista, nonna di tutte le avanguardie

TEATRO RISTORI. Stasera revival di Floreani. Sconto ai nostri lettori

Le provocazioni che cent’anni fa causavano tumulti

 

martedì 04 novembre 2014 SPETTACOLI, pagina 51

Biglietto scontato ai lettori dell’Arena (10 euro anziché 14), presentando questa pagina, oggi alle 21 al Teatro Ristori dove va in scena la prima nazionale di Zang tumb tumb, serata futurista ideata e realizzata da Roberto Floreani: spettacolo con declamazione di testi, musica, aerodanza e videoproiezioni, prodotto dalle associazioni culturali La Centrale di Padova eQuinta Parete di Verona. Zang Tumb Tumb è il titolo di uno scritto pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1914; l’inno a una battaglia, proprio mentre stava per scoppiare quella guerra che i futuristi avevavano invocato come «sola igiene del mondo».
Sulla colonna sonora per pianoforte, gli attori declameranno testi di Marinetti, Cangiullo, Fòlgore, una rara poesia di Boccioni (scritta nel 1915 proprio sulle montagne veronesi), oltre ad alcuni testi dei futuristi veronesi Anselmi, Aschieri, Scurto e Verossì, accompagnati da sequenze di aerodanza e dall’orchestra sparpagliata tra il pubblico (tromba, violino e percussioni). «Presenza antigraziosa», nel gergo futurista del Coro di Popolo Attore. «Proprio a Verona si tennero, nei primi anni del Novecento, serate futuriste», spiega Federico Martinelli, presidente diQuinta Parete. «Una di queste fu proprio al Ristori, con eco nazionale. Poi Verona ospitò Umberto Boccioni e alcuni tra i più importanti futuristi, molti dei quali rivivranno durante la serata. Floreani è studioso di Futurismo: per le sue conoscenze dirette con gli eredi dei più importanti futuristi, ha accesso a materiale inedito, peculiarità che gli consente di creare qualcosa di assolutamente originale». Le serate futuriste di Marinetti, provocatorie e accolte spesso all’epoca da tumulti, sono state ispirazione per le avanguardie teatrali.


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Noi tra di Voi!

Abbiamo abbattuto la “nostra” quarta parete: non vogliamo nessun tipo di barriera impenetrabile tra il pubblico e il proscenio sul quale ci muoviamo. Così, a definire il confine culturale tra noi e il mondo del teatro – di tutto il teatro, ma anche del più ampio settore della cultura – immaginiamo solo una quinta parete. La parete che non c’è! Quella parete che limita la nascita di nuovi progetti, di nuove idee, di nuovi slanci…quella parete che limita la comunicazione e la diffusione degli eventi nel tessuto della città. Proprio come in un teatro antico, aperto a tutti e da ogni lato, un teatro con un palcoscenico circolare dove gli spettatori possano essere ancora più vicine agli attori, agli autori… agli artisti . E noi tra di loro, a promuovere e organizzare eventi che arricchiscano lo spazio culturale della città, a creare opportunità per artisti e nuovi talenti per esibirsi, per far valere la loro arte. E noi tra di Voi con un gruppo di esperti e appassionati ma anche di giovani intraprendenti, perché l’arte e la cultura possano far parte della vita di tutti i giorni.


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